Viviamo in un mondo in cui troppo spesso la religione è usata per giustificare guerre e atrocità”. Lo ha sottolineato il Papa nella messa all’Arena di Istanbul citando il verso della Bibbia richiamato dalla Nostra Aetate: “Chi non ama, non conosce Dio”. Parlando delle altre fedi Leone ha detto: “Vogliamo camminare insieme, valorizzando ciò che ci unisce, demolendo i muri del preconcetto e della sfiducia, favorendo la conoscenza e la stima reciproca, per dare a tutti un forte messaggio di speranza e un invito a farsi operatori di pace”.
“Quanto bisogno di pace, di unità e di riconciliazione c’è attorno a noi, e anche in noi e tra noi”, ha detto il Papa nell’omelia della messa. Leone ha allora il “logo” di questo viaggio, in cui uno dei simboli scelti è quello del ponte. Ma oltre al viadotto che attraverso il Bosforo, ci sono altri due passaggi da una sponda all’altra. “Il loro triplice stendersi attraverso lo Stretto ci fa pensare all’importanza dei nostri sforzi comuni per l’unità a tre livelli: dentro la comunità, nei rapporti ecumenici con i membri delle altre Confessioni cristiane e nell’incontro con i fratelli e le sorelle appartenenti ad altre religioni. Prenderci cura di questi tre ponti, rafforzandoli e ampliandoli in tutti i modi possibili, è parte della nostra vocazione ad essere città costruita sul monte”, ha sottolineato Leone.
Ricordando che nella Chiesa cattolica locale “sono presenti ben quattro diverse tradizioni liturgiche, latina, armena, caldea e sira”, il Pontefice ha sottolineato che, “come i ponti sul Bosforo, ha bisogno di cura, di attenzione, di ‘manutenzione’, perché il tempo e le vicissitudini non ne indeboliscano le strutture e perché le fondamenta restino salde”.
DOMANI SECONDA TAPPA DEL VIAGGIO INTERNAZIONALE, IN LIBANO
Il Papa domani affronterà la seconda tappa del suo primo viaggio internazionale e sarà in Libano. In mattinata il Pontefice – nella tappa turca – andrà nella cattedrale armena accolto dal patriarca della chiesa per un momento di preghiera.
Papa e patriarca inaugureranno una targa commemorativa all’ingresso della cattedrale. Quindi, il trasferimento in auto al Phanar, per la Divina Liturgia in programma alle 10.30 nella chiesapatriarcale di San Giorgio: presieduta dal patriarca, verrà conclusa dal discorso del Papa e da una benedizione ecumenica del Pontefice con il patriarca.
Alle 13.00 il pranzo con il patriarca Bartolomeo al patriarcato ecumenico. Prevost si congederà quindi dalla Turchia per la seconda tappa del viaggio: il Libano. Arrivo a Beirut nel pomeriggio quando sarà accolto dal presidente Joseph Aoun, dal presidente dell’assemblea nazionale, dal primo ministro e dal patriarca maronita.
Ci sarà poi la visita di cortesia di papa Leone al presidente, e l’incontro privato tra il Papa e il presidente dell’Assemblea Nazionale, cui seguirà quello con il primo ministro. E’ in programma anche la piantumazione simbolica di un ”cedro dell’amicizia”, nel giardino del palazzo presidenziale, cui prenderanno parte anche il card. Parolin e il Patriarca di Antiochia dei Maroniti. Il Papa incontrerà le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico.






