Il Pontefice, dopo aver compiuto un breve tragitto in papamobile, prima dell’Udienza Generale in Piazza San Pietro, si è fermato e inginocchiandosi ha pregato sul luogo dell’attentato a Wojtyla avvenuto il 13 maggio 1981, nel giorno della Madonna di Fatima. Sul luogo c’è una targa che ricorda il drammatico tentativo di omicidio ad opera di Ali’ Agca.’
‘Chiediamo alla Vergine di ottenerci questo dono: che cresca in tutti noi l’amore per la Santa Madre Chiesa”, ha il Papa incentrando la sua meditazione sul tema: ‘Costituzione dogmatica Lumen gentium. La Vergine Maria, modello della Chiesa‘. “‘Lasciamoci interpellare da tale sublime modello che è Maria, Vergine e Madre, e chiediamo a Lei di aiutarci con la sua intercessione a rispondere a quanto ci viene domandato attraverso il suo esempio: vivo con fede umile e attiva la mia appartenenza alla Chiesa? Vi riconosco la comunità dell’alleanza che Dio mi ha donato per corrispondere al suo amore infinito? Mi sento parte viva della Chiesa, in obbedienza ai pastori dati da Dio? Guardo a Maria come modello, membro eccellente e madre della Chiesa, e chiedo a Lei di aiutarmi a essere discepolo fedele del suo Figlio?”, ha chiesto Leone interpellando le coscienze dei fedeli.
Il Papa dopo il gesto a sorpresa prima dell’udienza generale ricorda l’attentato a Giovanni Paolo II anche in udienza, nei saluti ai fedeli di lingua inglese : ”Oggi ricordiamo la memoria di Nostra Signora di Fatima. In questo giorno, quarantacinque anni fa, è stato fatto un attentato alla vita di Papa Giovanni Paolo II, e per queste ragioni ho dedicato la mia catechesi oggi alla Beata Vergine Maria”.
”Affidiamo al Cuore Immacolato di Maria il grido di pace e di concordia che sale da ogni parte del mondo, specialmente dai popoli afflitti dalla guerra”. Lo sottolinea il Papa all’udienza generale salutando i fedeli di lingua portoghese.
”Oggi, – ricorda – festa liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima, volgiamo lo sguardo al Santuario, dove la Madonna ha consegnato ai tre Pastorelli un messaggio di pace. In quel luogo, così caro alla cristianità, si ritrovano oggi, provenienti dai cinque Continenti, numerosi pellegrini: la loro presenza è segno del bisogno di consolazione, di unità e di speranza degli uomini del nostro tempo”.





