Il Papa ha incontrato i giovani della diocesi di Roma. Nel suo saluto introduttivo il cardinale vicario Baldo Reina ha voluto ricordare innanzitutto le vittime di Crans-Montana: “Avevano la loro età”, ha detto indicando i tanti ragazzi nell’Aula Paolo VI, “non li dimentichiamo”.
Reina ha ricordato che i giovani di Roma “in occasione del Giubileo hanno manifestato una grandissima disponibilità all’accoglienza. È bello incontrarsi oggi. Siamo qui ma non vogliamo dimenticare i tanti ragazzi che vivono una situazione di sofferenza, ragazzi che hanno imboccato strade sbagliate, mi riferisco a tante situazioni di dipendenza, sofferenze fisiche e spirituali”. Il Papa, prima di cominciare il discorso ai giovani della diocesi di Roma, ha parlato della “tristezza che tutti abbiamo vissuto per quei ragazzi di Crans-Montana che hanno perso la vita”. “La vita è così preziosa e non possiamo dimenticare coloro che soffrono”. Ora “le famiglie devono cercare di superare quel dolore” ed “è importante la nostra preghiera”.
Il Papa, nell’incontro con i ragazzi della diocesi di Roma, ha parlato della “solitudine di molti giovani, insieme ai sentimenti di delusione, smarrimento e noia che la accompagnano. Quando questo grigiore appanna i colori della vita, vediamo che si può essere isolati anche in mezzo a tante persone. Anzi, proprio così la solitudine mostra il suo volto peggiore: non si viene ascoltati, perché immersi nel frastuono delle opinioni; non si guarda niente, perché abbagliati da immagini frammentarie”.
Il Pontefice ha allora sottolineato che “una vita di link senza relazione o di like senza affetto ci delude, perché siamo fatti per la verità: quando manca, ne soffriamo. Siamo fatti per il bene, ma le maschere del piacere usa-e-getta tradiscono il nostro desiderio”.
Il Papa, prima del discorso ai giovani della diocesi di Roma, ha riferito di avere ricevuto un messaggio da una sua nipote, “giovane anche lei”, che gli ha scritto: “Zio, come fai con tanti problemi nel mondo, con tante preoccupazioni, non ti senti solo? Come fai a portarli avanti?”. Il Papa rivolto ai ragazzi ha detto: “La risposta è in gran parte in voi perché non siamo soli”, “mai siamo soli perché Gesù è con noi”.
Il Pontefice invita i giovani a confidare sempre in Dio: “Quando ti senti solo, allora ricorda che Dio non ti lascia mai. La sua compagnia diventa la forza per fare il primo passo verso chi è solo, eppure ti sta proprio accanto. Ognuno resta solo se guarda unicamente a sé stesso”, ha detto nell’incontro con i giovani della diocesi di Roma.
Poi ha citato Salvatore Quasimodo: “Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera”. “Quello che sembrerebbe essere un destino senza scampo, in realtà ci chiama a destarci: l’unica terra sostiene tutti gli esseri umani e uno stesso sole illumina ogni cosa”, ha sottolineato Leone.
Leone XIV ha ribadito l’importanza di “relazioni autentiche” e ha concluso: “Non aspettatevi che il mondo vi accolga a braccia aperte: la pubblicità, che deve vendere qualcosa da consumare, ha più audience della testimonianza, che vuole costruire amicizie sincere. Agite dunque con letizia e tenacia, sapendo che per cambiare la società occorre anzitutto cambiare noi stessi”.
Foto: Vatican Media






