Il Papa ha dichiarato san John Henry Newman Dottore della Chiesa universale. “Noi accogliendo il desiderio di molti Fratelli nell’Episcopato e di molti fedeli del mondo intero, avuto il parere del Dicastero delle Cause dei Santi, dopo aver lungamente riflettuto e avendo raggiunto un pieno e sicuro convincimento, con la pienezza dell’autorità apostolica dichiariamo San John Henry Newman Dottore della Chiesa universale”, ha detto Leone XIV proclamando la formula in latino nel corso della messa a Piazza San Pietro.
Il termine “Dottore della Chiesa” cominciò a essere usato dopo il V secolo per indicare alcuni grandi padri della Chiesa. I primi quattro “Dottori” ufficialmente riconosciuti, da Papa Bonifacio VIII nel 1298, furono sant’Ambrogio, sant’Agostino, san Girolamo e san Gregorio Magno. Da allora Dottore della Chiesa è diventato un titolo concesso per onorare quei santi che con la loro sapienza hanno arricchito la fede e la teologia cristiana. Ad oggi a essere riconosciuti Dottori della Chiesa, compreso Newman, sono 38. Tra loro ci sono quattro donne.
L’omelia
”Possano le nostre scuole e università essere sempre luoghi di ascolto e di pratica del Vangelo! Le sfide attuali, a volte, possono sembrare superiori alle nostre possibilità, ma non è così. Non permettiamo al pessimismo di sconfiggerci! ”, dice Papa Leone XIV nell’omelia nella messa conclusiva del Giubileo del mondo educativo.
Il Papa cita il suo ”amato Predecessore, Papa Francesco” nel suo discorso alla Prima Assemblea Plenaria del Dicastero per la Cultura e l’Educazione quando disse che ” dobbiamo lavorare insieme per liberare l’umanità dall’oscurità del nichilismo che la circonda, che è forse la malattia più pericolosa della cultura contemporanea, poiché minaccia di ”cancellare” la speranza. Il riferimento all’oscurità che ci circonda ci richiama uno dei testi più noti di San John Henry, l’inno Lead, kindly light (”Guidami, luce gentile”). In quella bellissima preghiera, ci accorgiamo di essere lontani da casa, di avere i piedi vacillanti, di non riuscire a decifrare con chiarezza l’orizzonte. Ma niente di tutto questo ci blocca, perché abbiamo trovato la Guida: ‘Guidami Tu, Luce gentile, attraverso il buio che mi circonda, sii Tu a condurmi”’.
”In questa Solennità di Tutti i Santi, è una grande gioia inscrivere San John Henry Newman fra i Dottori della Chiesa e, al tempo stesso, in occasione del Giubileo del Mondo Educativo, nominarlo co-patrono, insieme a San Tommaso d’Aquino, di tutti i soggetti che partecipano al processo educativo”, dice ancora il Pontefice.
”L’imponente statura culturale e spirituale di Newman – dice Leone – servirà d’ispirazione a nuove generazioni dal cuore assetato d’infinito, disponibili per realizzare, tramite la ricerca e la conoscenza, quel viaggio che, come dicevano gli antichi, ci fa passare per aspera ad astra, cioè attraverso le difficoltà fino alle stelle”. ”La vita dei santi – continua il Papa – ci testimonia, infatti, che è possibile vivere appassionatamente in mezzo alla complessità del presente, senza lasciare da parte il mandato apostolico: ‘Risplendete come astri nel mondo”’.
Le scuole siano luoghi ”di dialogo e pace”, continua papa Prevost. ”È compito dell’educazione offrire questa Luce Gentile a coloro che altrimenti potrebbero rimanere imprigionati dalle ombre particolarmente insidiose del pessimismo e della paura. Per questo vorrei dirvi: disarmiamo le false ragioni della rassegnazione e dell’impotenza, e facciamo circolare nel mondo contemporaneo le grandi ragioni della speranza. Contempliamo e indichiamo costellazioni che trasmettano luce e orientamento in questo presente oscurato da tante ingiustizie e incertezze”. Da qui l’incoraggiamento agli educatori ”a fare delle scuole, delle università e di ogni realtà educativa, anche informale e di strada, come le soglie di una civiltà di dialogo e di pace”.
”La vita si illumina non perché siamo ricchi o belli o potenti”, dice ancora. ”Si illumina – spiega – quando uno scopre dentro di sé questa verità: sono chiamato da Dio, ho una vocazione, ho una missione, la mia vita serve a qualcosa più grande di me stesso! ”.
”Non dimentichiamolo: al centro dei percorsi educativi devono esserci non individui astratti, ma le persone in carne ed ossa, specialmente coloro che sembrano non rendere, secondo i parametri di un’economia che esclude e uccide”. Lo ammonisce il Papa nella messa che chiude il Giubileo del mondo educativo. ”Ogni singola creatura – dice il Santo Padre – ha un ruolo da svolgere. Il contributo che ciascuno ha da offrire è di valore unico, e il compito delle comunità educative è quello di incoraggiare e valorizzare tale contributo”.
”Siamo chiamati a formare persone, perché brillino come stelle nella loro piena dignità. Possiamo dire pertanto che l’educazione, nella prospettiva cristiana, aiuta tutti a diventare santi. Niente di meno”. Il Papa ricorda quindi che ”papa Benedetto XVI, in occasione del Viaggio Apostolico in Gran Bretagna, nel settembre 2010, durante il quale beatificò John Henry Newman, invitò i giovani a diventare santi, con queste parole: ‘Ciò che Dio desidera più di ogni altra cosa per ciascuno di voi è che diventiate santi.
Egli vi ama molto più di quanto possiate immaginare e vuole il meglio per voi’. Questa è la chiamata universale alla santità che il Concilio Vaticano II ha reso parte essenziale del suo messaggio. E la santità viene proposta a tutti, senza eccezione, come un cammino personale e comunitario tracciato dalle Beatitudini. Prego che l’educazione cattolica aiuti ciascuno a scoprire la propria chiamata alla santità.
Sant’Agostino, che San John Henry Newman apprezzava tanto, disse una volta che noi siamo compagni di studio che hanno un solo Maestro, la cui scuola è sulla terra e la cui cattedra è in cielo”.
”Il Giubileo è un pellegrinaggio nella speranza e voi tutti, nel grande campo dell’educazione, sapete bene quanto la speranza sia una semente indispensabile! Quando penso alle scuole e alle università, – dice – le penso come laboratori di profezia, dove la speranza viene vissuta e continuamente raccontata e riproposta”.
L’Angelus
Nel giorno in cui la Chiesa celebra la gioia della festa di Tutti i Santi è “ancora più forte il dolore e il contrasto con i drammi che la famiglia umana sta soffrendo a causa delle ingiustizie e delle guerre, e tanto più impellente sentiamo il dovere di essere costruttori di fraternità”. Lo ha detto il Papa all’Angelus.
“Dopo lo storico incontro di preghiera con Sua Maestà, il re Carlo III, celebrato alcuni giorni fa nella Cappella Sistina, la vostra presenza oggi esprime la gioia condivisa per la proclamazione di San John Henry Newman Dottore della Chiesa”, ha detto ancora il Papa all’Angelus salutando la delegazione della Chiesa anglicana oggi presente alla messa a San Pietro. “Dal Cielo egli accompagni il cammino dei cristiani verso la piena unità”, ha aggiunto.
E’ stato infatti Stephen Cottrell, arcivescovo di York e rappresentante della Chiesa anglicana, a guidare la delegazione inglese a Piazza San Pietro nella messa nella quale il Papa ha proclamato san Newman Dottore della Chiesa. Cottrell è appunto lo stesso arcivescovo anglicano che ha pregato con Papa Leone nella Cappella Sistina alla presenza del re Carlo e della regina Camilla nella recente visita in Vaticano.
Foto: Vatican Media





