“Il pianeta è segnato da conflitti e divisioni, e a maggior ragione siete uniti da un forte e coraggioso ‘no’ alla guerra e dal ‘sì’ alla pace e alla fraternità. Come Papa Francesco ci ha insegnato, infatti, la guerra non è la via giusta per uscire dai conflitti”. Lo ha detto Papa Leone nell’udienza agli organizzatori della terza edizione del World Meeting on Human Fraternity organizzato dalla Basilica di San Pietro, dalla Fondazione Fratelli tutti, dall’Associazione Be Human e dalla Fondazione Saint Peter for Humanity.
“La vostra presenza testimonia tale sapienza, che unisce le culture e le religioni, quella forza silenziosa – ha detto ancora il Papa – che ci fa riconoscere fratelli e sorelle, nonostante tutte le nostre differenze”.
Poi ha citato il racconto biblico di Caino e Abele. “Quel primo omicidio non deve indurre a concludere: ‘è sempre andata così’. Per quanto antica, per quanto diffusa, la violenza di Caino non si può tollerare come ‘normale’. Al contrario, la norma risuona nella domanda divina rivolta al colpevole: ‘Dov’è tuo fratello?’. È in questa domanda la nostra vocazione, la regola, il canone della giustizia. Dio non si vendica di Abele con Caino, ma gli pone una domanda che accompagna tutto il cammino della storia”, ha sottolineato Papa Leone.
Il Papa lancia una domanda che ricorda il racconto biblico di Caino e Abele: “Fratello, sorella, dove sei? Dove sei nel ‘business’ delle guerre che distruggono la vita di giovani costretti a imbracciare le armi; prendono di mira civili indifesi, bambini, donne e anziani; devastano città, campagne e interi ecosistemi, lasciando solo macerie e dolore al loro passaggio? Fratello, sorella, dove sei tra i migranti che sono disprezzati, imprigionati e rifiutati, tra coloro che cercano salvezza e speranza ma trovano muri e indifferenza? Dove sei, fratello, sorella, quando i poveri sono incolpati della loro povertà, dimenticati e scartati, in un mondo che valorizza il profitto più delle persone? Fratello, sorella, dove sei in una vita iperconnessa dove la solitudine corrode i legami sociali e ci rende estranei persino a noi stessi?”.
Papa Leone sottolinea che “la risposta non può essere il silenzio”, “la risposta è scegliere una direzione diversa nella vita, nella crescita e nello sviluppo”.
Occorre “individuare percorsi, locali e internazionali, che sviluppino nuove forme di carità sociale, di alleanze tra saperi e di solidarietà tra le generazioni”, ha concluso il Pontefice.. “Siano percorsi popolari, che includano anche i poveri, non come destinatari di aiuto, ma come soggetti di discernimento e di parola”. “Abbiamo bisogno di una estesa ‘alleanza dell’umano’, fondata non sul potere, ma sulla cura; non sul profitto, ma sul dono; non sul sospetto, ma sulla fiducia. La cura, il dono, la fiducia” sono “pilastri di un’economia che non uccide”.
Foto: Vatican Media




