”Preoccupazione” per il ”clima di intolleranza” . Il segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, da’ voce alla sua preoccupazione dopo l’attentato subito dal giornalista di Report Sigfrido Ranucci. ”E’ fonte di grande preoccupazione che ci possano essere atti di intimidazione nei confronti della libera stampa”, sottolinea Parolin ai margini di un evento di Aiuto alla chiesa che soffre. L’attentato ”ci dice che rischiamo sempre di più in un clima di intolleranza dove le libere espressioni non sono più accettate. Noi vogliamo che tutti possano esprimere il loro punto di vista con rispetto, con oggettività ma che tutti possano esprimersi senza essere oggetto di questo tipo di minacce. Quindi veramente siamo preoccupati di questo e vorrei dire anche che esprimiamo solidarietà a chi è stato oggetto di questa intimidazione”.
“Il problema è molto complesso però non riusciamo a capire come questi cristiani che vivono la loro vita normale possano essere oggetto di tanto accanimento”. Lo ha sottolineato Parolin rispondendo ad una domanda sui cristiani attaccati dai coloni in Cisgiordania. “Adesso – ha aggiunto ai margini della presentazione del Rapporto di Aiuto alla chiesa che soffre sulla libertà religiosa – parlare di persecuzione è problematico, certamente sono situazioni che non possiamo accettare”.
“Uomini e donne ovunque meritano la libertà da qualsiasi forma di costrizione in materia di fede, che si tratti di sottili pressioni sociali o di mandati statali palesi”, ha detto ancora Parolin. “È dovere dei governi e delle comunità astenersi dal costringere qualcuno a violare le proprie convinzioni profondamente radicate o dall’ostacolare chiunque dal viverle autenticamente”, ha ammonito Parolin citando i 60 anni della dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae: ”Tuttavia, questa libertà non costituisce un’approvazione generale della falsità, né un lasciapassare permissivo per abbracciare l’errore in modo sconsiderato. Piuttosto, è un invito a perseguire la verità con diligenza, tenendo presente che anche coloro che deviano nella loro ricerca conservano diritti invalicabili contro la forza, e che tutti sono chiamati alla responsabilità morale”. Il diritto alla libertà religiosa “deve essere formalmente riconosciuto all’interno dei quadri giuridici – ha detto Parolin -. Dovrebbe essere sancito come diritto civile fondamentale nelle costituzioni, nelle leggi nazionali e nei trattati internazionali”.
Foto: Ansa






