Nel caos vivace e frenetico del mondo moderno, c’è una verità antica come le pietre sotto di noi: arrivano i leoni. Questa è la realtà cruda e disadornata incisa nel midollo della storia cristiana. I leoni arrivano – predatori silenziosi in agguato dietro la patina della civiltà, dietro il luccichio della modernità, dietro i sorrisi ipocriti di coloro che predicano la tolleranza e la civiltà.
Nel corso del tempo, abbiamo visto che la cosa peggiore che il mondo può scatenare sulla Chiesa, sul gregge di Cristo, è ciò che alla fine scatena: la sua furia, il suo odio, la sua fame selvaggia. Ha fatto questo a Cristo, trafitto da chiodi e coronato da spine, abbandonato dagli amici, deriso dai nemici e lasciato sanguinare nella polvere.
E lo farà ai suoi seguaci. Ancora e ancora. Ci saranno volti nuovi, nuovi metodi. Non saranno necessariamente emissari dell’Impero Romano, re dispotici o dittatori comunisti del passato. Ma sarà lo stesso odio e violenza in nuove forme e volti, sotto la bandiera della correttezza politica, della rabbia secolare o dell’apatia indifferente.
Ed ecco il fatto brutale e intransigente: se sei abbastanza forte nella tua fede, i leoni verranno anche per te. Non solo nel lontano passato, non solo nelle catacombe dell’antichità, ma oggi, quando le strade sono fiancheggiate dagli stendardi del progresso. La preda del leone è il fedele, l’audace, l’incrollabile. Quelli che si rifiutano di diluire la dottrina in una sottile zuppa tiepida.
Cercano la sua fine, ma questo è il nostro inizio.
L’autore: Matt Archbold si è laureato alla Saint Joseph’s University nel 1995. È un ex giornalista che ha lasciato l’attività dei giornali per crescere i suoi cinque figli. Scrive per il Creative Minority Report.
Questo articolo è apparso sul National Catholic Register.





