“L’uomo non è fatto per la notte, non è fatto per la morte, ma per la luce”. Così il vescovo di Sion Jean-Marie Lovey si è rivolto alle famiglie delle vittime dell’incendio del Constellation, durante l’omelia della messa di suffragio celebrata oggi nella chiesa di Saint-Christophe, a Crans-Montana.
Alla celebrazione è seguita una marcia silenziosa nelle vie della località fino al luogo della tragedia. Commentando il passaggio del Vangelo di Matteo sull’arrivo dei Magi, il vescovo ha detto:”siamo sconvolti come i Magi che non trovano Gesù, chiediamo la grazia dei cercatori di luce difronte all’eclissi che c’è stata a Crans-Montana, perché è insopportabile stare nella notte”.
In questo contesto di sofferenza, ha spiegato Lovey, “la luce diventa capitale e ognuno ne porta una parte: i soccorritori, i paramedici, il personale ospedaliero, la polizia, i vigili del fuoco, i politici e i magistrati, tutti coloro che si sono impegnati con professionalità hanno portato elementi che ci aiutano a vedere chiaramente”. Secondo vescovo di Sion “per tutte le persone che hanno perso i familiari il cammino non sarà più lo stesso, dovranno tornare alla vita quotidiana percorrendo un’altra strada”.
Papa Leone XIV ”si unisce al nostro dolore. Con un messaggio commovente desidera manifestare la sua compassione e sollecitudine alle famiglie”, ha detto il vescovo di Sion, Jean Marie Lovey, commentando un messaggio ricevuto dal Papa per la messa in memoria delle vittime del rogo del Le Constellation, a Crans Montana in Svizzera.





