La città di Kyiv non conosce riposo. Dopo un durissimo inverno, con bombardamenti notturni molto frequenti, senza energia elettrica e quindi senza illuminazione, riscaldamento e spesso acqua, mentre la temperatura per due mesi è stata costantemente sottozero e sovente sotto meno dieci, la capitale ucraina continua a essere sottoposta a frequenti attacchi missilistici.
In questi mesi estivi sono i missili balistici a essere utilizzati, che per la loro velocità ipersonica colpiscono il bersaglio ed esplodono ancor prima che suonino le sirene dell’allarme antiaereo. A ormai quasi quattro anni e mezzo dall’inizio della guerra su larga scala la popolazione della città, che ha accolto tra i 400 e i 500 mila sfollati dalle regioni orientali e meridionali del paese, mostra grande capacità di resilienza, ma allo stesso tempo è profondamente ferita dalla guerra e dal suo carico di sofferenza.
La Comunità d Sant’Egidio a Kyiv, che in questi anni non ha mai interrotto la sua vicinanza solidale ai poveri e ai più vulnerabili, condivide con tutti gli altri abitanti le stesse condizioni di vita di una città in guerra. La sua resilienza è la solidarietà operosa, grazie agli aiuti umanitari, che nonostante la progressiva diminuzione delle risorse a livello internazionale Sant’Egidio non ha smesso di inviare e lavora per non diminuirli di intensità.
Continuano a essere migliaia gli sfollati che ogni mese frequentano le tre Case dell’Amicizia, i centri umanitari aperti dalla Comunità a Kyiv. E in questi mesi si è rafforzata l’alleanza della Comunità con gli anziani. È un’amicizia quella con gli anziani che aveva già una lunga storia a Kyiv, iniziata negli anni Novanta. Ma la guerra ha reso gli anziani ancora più vulnerabili e dimenticati. I tanti, tantissimi anziani, sia sfollati che kieviani, sempre più isolati per lo spopolamento dovuto al conflitto, sono vittime nascoste ma reali di questa guerra. La Comunità ne ha incontrati tanti durante l’inverno, soli, in case gelide, sfiniti, impossibilitati a uscire per gli ascensori fermi a causa della mancanza dell’elettricità.
Alla presenza di tanti anziani nelle Case dell’Amicizia, all’apertura di convivenze solidali – una importante novità per l’Ucraina che non ha esperienza di forme innovative di soluzioni abitative per anziani –, dal mese di marzo si è affiancato il programma di monitoraggio attivo e assistenza “Viva gli anziani!”.
Monitoraggio delle condizioni degli anziani, sostegno alimentare, accompagnamento sanitario, visite domiciliari, momenti di incontro, sono alcune delle misure concrete del programma, che soprattutto è una risposta di amicizia solidale alla solitudine e all’abbandono degli anziani in guerra.





