Un lunedì particolare quello di oggi per papa Leone XIV. Alle 11.00 circa, con qualche minuto di ritardo rispetto al programma, l’arrivo alla sede di Roma del Programma Alimentare Mondiale (PAM) . Qui, l’incontro con i partecipanti alla Sessione annuale del Consiglio di Amministrazione dell’organismo delle Nazioni Unite ei dipendenti con le loro famiglie. Il Programma alimentare mondiale (noto anche con l’acronimo PAM ; World Food Program o WFP, in inglese ) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare e la più grande organizzazione umanitaria del mondo. L’agenzia assiste una media di 100 milioni di persone in 78 paesi del mondo.
Un lungo, accorato applauso accoglie papa Leone XIV. Tutti i dirigenti si alzano in piedi per un tributo di stima e affetto per il pontefice. L’applauso sembra quasi non esaurirsi, continua: papa Leone XIV sorride di risposta. Poi un piccolo video che spiega gli obiettivi del WFP, del Programma alimentare mondiale.
Dopo, i saluti del Presidente del Consiglio di Amministrazione del PAM, Carla Barroso Carneiro, che ha ricordato che questo appuntamento di oggi giunge poco dopo la Giornata Mondiale del Rifugiato: “Ci viene ricordato che milioni di sfollati in tutto il mondo, per i quali la ricerca della pace, della dignità e della libertà dalla fama rimane una urgente realtà quotidiana ; e ancora i saluti dell’ex Direttore Esecutivo del World Food Programme, Cindy McCain, che ha sottolineato quanto l’appello alla pace rivolto dal pontefice in maniera instancabile sia importante, fondamentale nel nostro oggi Il papa, allora, prende la parola davanti a questa importante assise mondiale.
“L’impegno della vostra istituzione risuona profondamente con la missione della Chiesa cattolica di difendere la dignità umana e promuovere la fraternità, radicata nell’invito del Vangelo ad amare il prossimo. Insieme, condividiamo l’urgente compito di affrontare la fama e la malnutrizione, nonché di contrastare le cause strutturali che le alimentano” con queste parole papa Leone XIV inizia il suo intenso, programmatico discorso davanti l’importante assise mondiale. Un discorso che delinea il preoccupante panorama politico e sociale che il mondo vive: “Oggi, le crisi si sono evolute da eventi isolati in realtà persistenti, caratterizzate da conflitti prolungati, insicurezza alimentare cronica, volatilità economica e crescente debolezza climatica”.
E come uscire, allora, da tutto questo marasma? Non basta solo intervenire, per il pontefice, ma bisogna comprendere il perché il sistema produce costantemente gli stessi problemi che è poi costretto a correggere”. Purtroppo manca – sottolinea il pontefice – un “orizzonte etico condiviso in grado di sostenere un’autentica cooperazione” visto che “il sistema internazionale si è spostato dal multilateralismo verso un multipolarismo disordinato e conflittuale, caratterizzato da una diffusa sfiducia”. Da ciò un impiego di denaro, di forze, troppo spesso a favore della “sicurezza nazionale, alla crescita economica e alla stabilità interna, trascurando lo stretto legame tra queste questioni e la cooperazione multilaterale”.
E sottolinea un paradosso: da una parte è presente “una capacità produttiva globale senza precedenti”, ma abbiamo allo stesso tempo un'”espansione di zona di estrema debolezza. Le stesse forze che guidano la crescita economica spesso esacerbano l’esclusione e l’emarginazione”. Così facendo le questioni umanitarie rischiano sempre più di essere relegate a un posto secondario tra le priorità internazionali, sottolinea il pontefice. C’è troppa “burocratizzazione della solidarietà, insieme alla silenziosa mercificazione della vita umana” denuncia papa Leone XIV. Ed è proprio davanti a un simile scenario che – sottolinea papa Leone XIV – “chi non genera valore quantificabile rischiando di diventare invisibile”.
La sfida davanti a noi si fa sempre più evidente: “La persona umana non è più costantemente posta al centro dell’azione internazionale. Il problema vengono è serio: “I conflitti “alimentati” più facilmente di quanto le persone vengono nutrite. Questa realtà riflette non solo carenze operative, ma anche un fondamentale squilibrio nelle priorità politiche e morali”. Tutto ciò che mina profondamente gli Stati perché producono conflitti e alimenta le migrazioni forzate. oltre a non riuscire a fornire “un’istruzione efficace” a promuovere uno sviluppo economico sostenibile.
E’ dovere delle istituzioni internazionali quello di “incarnano quindi un principio di responsabilità condivisa” e affermare “che la comunità internazionale è unita dalla preoccupazione per coloro che si trovano nelle situazioni più vulnerabili”. In questo contesto il Programma Alimentare Mondiale rimane un’espressione concreta di solidarietà internazionale. E tiene a precisare papa Leone XIV che “una pace duratura e uno sviluppo umano integrale e sostenibile sono possibili solo attraverso la partecipazione di tutti, favorita da un autentico dialogo internazionale e da una cooperazione orientata al bene comune”.
Infine, un appello, forte, chiaro, programmatico e anche politico:”Desidero rivolgere un appello ai governi e ai popoli del mondo affinché rinnovino e rafforzino il loro impegno, aumentandono le risorse dedicate alla lotta contro la fama e le sue cause profonde e rimuovano gli ostacoli che impediscono agli aiuti di raggiungere chi ne ha bisogno. Allo stesso tempo, tale sostegno dovrebbe anche rafforzare il coinvolgimento della e della società civile. Rafforzare insieme le capacità di tutti questi attori moltiplicherà la nostra Chiesa partecipazione nella lotta contro la fama”. La Chiesa cattolica contribuisce a ciò con le “parrocchie, diocesi, agenzie Caritas e altre iniziative di ispirazione religiosa”.
E le ultime battute le riserva ai dirigenti riuniti stamane nella sede di Roma della PAM: “La vostra organizzazione dimostra che un percorso rinnovato è possibile; tuttavia, richiede la risolutezza di semplificare ciò che è diventato eccessivamente complesso, di dare priorità a ciò che è essenziale e di garantire che nessuna persona venga dimenticata. Questo impegno si fonda sul riconoscimento che ogni persona umana possiede una dignità intrinseca e inalienabile che rimane intatta a prescindere dalle circostanze, dalle condizioni o dallo status sociale”.
Quelle di papa Leone XIV, oggi, sono parole che difficilmente si potranno dimenticare: una visione programmatica, assai pragmatica. Un discorso da leader mondiale, così si potrebbe definire: oltre a una accurata “registrazione” della situazione sociale odierna, il pontefice ha voluto fornire delle risposte, delle soluzioni, all’annoso problema della fama nel mondo, ma soprattutto ha voluto approfondire due temi, fondamentalmente: rimuovere la burocrazia facilita il processo di pace e solidarietà e, poi, altro punto nodale quello della cooperazioni di tutti gli stati per ridurre le differenze sociali e, dunque, anche le guerre. (ACI Stampa).





