”La Chiesa promuove la cultura perché essa è un bene in sé, è un servizio all’essere umano e al compimento della sua vocazione sulla terra”. Lo ha sottolineato il Papa all’udienza generale in piazza San Pietro riprendendo il ciclo di catechesi su ”I Documenti del Concilio Vaticano II”. ”Per questa ragione, – ha evidenziato -Gaudium et spes esorta la Comunità internazionale affinché tutti possano avere accesso ai beni culturali fondamentali, superando l’analfabetismo e la mancanza di istruzione.
Tutti coloro che sono capaci di accedere agli studi superiori – afferma il Concilio con coraggio – devono essere posti in condizione di poterlo fare realmente. Inoltre, è ‘dovere di tutti far sì che la partecipazione propria e necessaria delle donne nella vita culturale sia riconosciuta e promossa”’.
“I cristiani sono i primi a doversi adoperare per attuare tale unità sapienziale, prima di tutto in loro stessi”, ha detto ancora il Papa. ”Pur avendo ricevuto dalla Rivelazione le risposte alle grandi domande dell’esistenza, essi non sono per questo dispensati da una paziente formazione intellettuale e culturale; anzi,- ha osservato- le loro conoscenze umane e scientifiche devono procedere di pari passo con i contenuti della loro fede, che andranno continuamente approfonditi con l’età e secondo il livello degli studi”.
Quindi, la raccomandazione: ”La Costituzione Gaudium et spes ci raccomanda di non vivere la fede in uno spirito di contrapposizione o di ostilità nei confronti del mondo, della cultura e delle sue espressioni umane, ma, anzi, ci esorta così: ‘I fedeli dunque vivano in strettissima unione con gli uomini del loro tempo, e si sforzino di penetrare perfettamente il loro modo di pensare e di sentire, quali si esprimono mediante la cultura’. Giungere a una sintesi matura e responsabile fra fede e cultura è infatti una condizione necessaria per la perseveranza nella vocazione cristiana, ma anche un requisito indispensabile per testimoniare la fede al mondo e comunicarla agli altri in modo credibile”.
Il Papa, a pochi giorni dalla solennità di tutti i Santi, invita i fedeli – in piazza S. Pietro per l’udienza generale – ”a guardare a questa immensa schiera di uomini e donne che si presentano a noi come segno profetico della vita futura, la quale ha già il suo inizio nell’impegno e nella testimonianza cristiana della vita terrena”.
L’udienza con i dirigenti di Mercedes-Benz
Il Papa ha ricevuto in udienza i dirigenti di Mercedes-Benz in occasione della mostra “Un secolo di Papamobile” che “commemora quasi cento anni di collaborazione tra la vostra azienda e la Santa Sede. Questo rapporto di lunga data ha avuto inizio nel 1930, quando Papa Pio XI ricevette la prima automobile Mercedes-Benz, e è proseguito nel corso dei successivi pontificati. Sono pertanto lieto di esprimere la mia gratitudine a voi e alle numerose generazioni di progettisti, ingegneri e lavoratori, la cui dedizione e competenza hanno reso possibile questo duraturo sodalizio”, ha detto il Papa. Sottolineando l’impegno nella ricerca tecnologica della casa automobilistica, segnata anche dalla prima vettura completamente elettrica donata a Papa Francesco, Papa Leone ha esortato Mercedes-Benz “a continuare a porre l’innovazione tecnologica al servizio della dignità umana, della cura del creato e del bene comune”.
“La mostra offre l’opportunità di riflettere sui notevoli progressi della tecnologia automobilistica, nonché sul significato più profondo dei viaggi compiuti dai Successori di Pietro. Nel corso dei decenni, la Papamobile si è evoluta da semplice mezzo di trasporto – ha rilevato ancora il Pontefice – a strumento di incontro, consentendo al Pontefice di avvicinarsi ai fedeli durante le visite pastorali e le celebrazioni pubbliche. In tal modo, il vostro lavoro ha contribuito a favorire la missione della Chiesa di raggiungere le persone e di portare al mondo un messaggio di fede, speranza e carità”, ha concluso Papa Leone XIV.




