Certe case raggiungono una percentuale così alta di disordine che l’unica soluzione rimasta è il trasloco: «Convertitevi: il regno di Dio è vicino» è il grido del Vangelo nel tempo di Avvento. Convertirsi è verbo di scuola guida, segnale stradale di “Inversione di marcia”: una sorta di trasloco da una direzione (quella del peccato) ad un’altra, quella della salvezza. L’Avvento è una delle due grandi possibilità di trasloco della liturgia, assieme alla Quaresima. Assomiglia all’invito di Dio a trasferirsi a casa nostra: “Che ne dici se faccio trasloco nella tua anima, nella tua mente, nel tuo cuore?” Il rischio è sempre altissimo: «La maggior parte della gente – scrive Christian Bobin – perde la propria anima quando fa ingresso nel mondo con la stessa facilità con cui perde un libro in un trasloco». Traslocare è un’arte, un tirocinio: s’impara a buttare via, a fare spazio, a scegliere. A dare più valore ad una cosa, salvarne una a scapito di un’altra, a cambiare posizione nell’ordine delle gerarchie: toglierai dalla cornice una foto e ne infilerai un’altra, per esempio.

Autore: Don Marco Pozza
Marco Pozza (Calvene, 21 dicembre 1979) è uno straccio di prete al quale Dio si intestardisce ad accreditare simpatia, usando un’inspiegabile misericordia. Sacerdote e scrittore, è il parroco del carcere Due Palazzi di Padova. Presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma ha conseguito il dottorato in Teologia Fondamentale con una tesi su Cittadella, unica opera uscita postuma dello scrittore-aviatore francese Antoine de Saint-Exupèry. Il motivo? Era infastidito assai dal fatto che il mondo intero conoscesse Il Piccolo Principe ma quasi nessuno conoscesse chi fosse il suo papà letterario. Più le infinite cose belle che aveva scritto oltre a quella sua favola divenuta nel tempo gigantesca. Immortale. La sua passione è quella di provare a contaminare mondi tra loro, in apparenza, ben differenti: a volte riuscendoci, a volte meno. In ogni caso gli rimane addosso la bellezza di averci comunque provato: come nella primavera del 2020 quando, assieme alla comunità del suo carcere, ha ideato e scritto i testi della famosa Via Crucis 2020 celebrata in una Piazza san Pietro deserta a causa della pandemia. Per Rai1 conduce dei cicli di puntate de Le ragioni della speranza, la rubrica settimanale del programma A Sua immagine. È autore e conduttore di programmi televisivi di approfondimento culturale e religioso: Padre Nostro (Tv2000, 2017), Ave Maria (Tv2000, 2018), Io credo (Tv2000, 2020), Dei vizi e delle virtù (Discovery Channel, 2021) che hanno avuto la partecipazione fissa di Papa Francesco e dai quali sono nati altrettanti bestseller (usciti con Rizzoli) tradotti in tutto il mondo. Nell’autunno 2022 scrive e conduce Il Discorso della montagna (Canale5, 2022). Appassionato di sport e giornalismo, nel tempo libero che gli rimane ha già iniziato ad abbozzare la sua prima enciclica, qualora gli toccasse la dura avventura d’essere eletto Papa. L’incipit è già stato scritto: «Ho odiato ogni minuto di allenamento ma mi dicevo: non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da campione» (M.C.Clay). Non è il miglior uomo del mondo: non pretende nemmeno di diventarlo, tra l’altro. Gli basta, al tramonto di ogni giorno, avere fatto di tutto per essere il migliore uomo possibile.