Dura poco meno di 20 minuti la conferenza stampa sul volo Malabo-Roma che Papa Leone XIV concede ai giornalisti che lo hanno seguito nel viaggio apostolico in Africa.
Il Papa risponde a domande a 360 gradi senza mai tirarsi indietro, ma prima di tutto ci tiene a parlare del viaggio apostolico appena concluso.
Lo scopo di “un viaggio apostolico, pastorale – ha precisato – è di trovare, accompagnare, conoscere il popolo di Dio. Il viaggio è da interpretare soprattutto come una espressione di voler annunciare il Vangelo, proclamare il messaggio di Gesù Cristo ed è un modo per avvicinarsi al popolo nella sua felicità, nella profondità della sua fede ma anche nella sua sofferenza”.
Leone XIV si concentra poi sulla attualità, sulla possibilità di nuovi colloqui tra USA e Iran per una soluzione pacifica del conflitto.
“Bisogna promuovere – ha specificato – un nuovo atteggiamento, una cultura per la pace. Tante volte quando valutiamo certe situazioni subito la risposta è bisogna entrare con la violenza, con la guerra, attaccando e abbiamo visto che tanti innocenti sono morti”. Secondo il Papa la questione non è se cambiare o meno regime in Iran ma “come promuovere i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti. La questione Iran è molto complessa, c’è questa situazione caotica e critica per l’economia mondiale e anche c’è tutta una popolazione in Iran, persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra. Come Chiesa e come pastore non posso essere a favore della guerra e vorrei incoraggiare tutti a fare gli sforzi per cercare risposte che vengono da una cultura di pace e non di odio”.
Rispondendo ad un’altra domanda sull’Iran, il Papa ha aggiunto: “Credo che la vita umana debba essere rispettata e protetta dal concepimento alla morte naturale, quindi quando un regime toglie la vita alle persone, ovviamente è qualcosa che condanno”.
Il prossimo viaggio apostolico internazionale del Pontefice sarà in Spagna e uno dei temi principali discussi nel Paese iberico è quelle delle migrazioni. E anche qui Leone XIV è chiaro.
“Credo che uno Stato abbia il diritto di stabilire regole ai suoi confini, ma chiedo anche cosa facciano i Paesi più ricchi per cambiare la situazione in quelli più poveri. Paesi come quelli che abbiamo visitato in Africa – denuncia Papa Leone – per molte persone sono luoghi dove andare a prendere la ricchezza e i minerali di quei Paesi. Le persone che arrivano sono esseri umani e meritano il rispetto di ogni essere umano, non trattati peggio degli animali”.
Sulla spinosa questione delle benedizioni per le coppie dello stesso sesso, il Papa è altrettanto netto.
Leone premette che l’unità della Chiesa “non dovrebbe ruotare su questioni sessuali”. Riprendendo Francesco, Papa Leone precisa che “tutti sono benvenuti nella Chiesa, tutti sono invitati a seguire Gesù e a cercare la conversione nelle loro vite. Penso – puntualizza – che questo argomento possa causare più divisione che unità”.
Infine, la questione sugli incontri con presidenti – dittatori come nei casi di Camerun o Guinea Equatoriale.
“Non sempre – racconta Leone XIV – facciamo grandi proclami, criticando, giudicando o condannando. Ma c’è un sacco di lavoro che si svolge dietro le quinte per promuovere la giustizia, le cause umanitarie. Quindi la Santa Sede mantenendo una certa neutralità è alla ricerca di modi per continuare le nostre relazioni diplomatiche positive con tanti Paesi diversi mentre stiamo effettivamente cercando di trovare un modo per applicare il Vangelo a situazioni concrete , in modo che la vita delle persone possa essere migliorata”.





