“Predicare con l’unzione dello Spirito Santo significa trasmettere, insieme con le idee e la dottrina, la vita e la convinzione della nostra fede”. Lo ha detto il Papa nell’Udienza Generale. Oggi il Pontefice ha dedicato una riflessione sull’opera evangelizzatrice dello Spirito Santo sul suo ruolo nella predicazione della Chiesa.
L’incontro con Orban
Prima dell’Udienza il Papa ha ricevuto per trentacinque minuti il Primo Ministro ungherese Orban. Il colloquio e’ iniziato alle 7.45 per terminare alle 8.20. Al momento dello scambio dei doni, il Pontefice ha donato a Orban un’opera in terracotta dal titolo ”Tenerezza e amore”; I volumi dei documenti papali; il Il Messaggio per la Pace di quest’anno Il libro sulla Statio Orbis del 27 marzo 2020. A sua volta, Orban ha omaggiato Bergoglio di una copia della ”Vita di Gesù Cristo” di Didon, del 1896. In dono anche una cartina della Terra Santa, del 1700.Il Pontefice ha avvertito che ci sono due condizioni per poter mettere in pratica la sua indicazione. “La prima cosa è la preghiera”, ha affermato: “Guai a predicare senza pregare! Si diventa quelli che l’Apostolo Paolo definisce ‘bronzi che rimbombano e cimbali che tintinnano’ (cfr 1 Cor 13,1)”.
L’Udienza Generale
“La prima cosa che dipende da noi è pregare – ha detto Papa Francesco nell’Udienza Generale -. La seconda è non volere predicare noi stessi, ma Gesù Signore”. “Tante volte ci sono predicazioni lunghe, 20, 30 minuti – ha osservato il Papa ‘a braccio’ -. La predicazione deve contenere un’idea e un invito a fare, massimo otto-dieci minuti, per favore, oltre non si segue più. Alle volte vediamo gli uomini che durante la predica escono dalla chiesa per fumarsi una sigaretta, poi rientrano”.
“La predica dev’essere un’idea e una proposta di fare – ha ribadito -, e non andare oltre 10 minuti, no mai. E’ molto importante questo”. E secondo Francesco, “non volere predicare sé stessi implica anche non dare sempre la precedenza a iniziative pastorali promosse da noi e legate al proprio nome, ma collaborare volentieri, se richiesto, a iniziative comunitarie, o affidateci dall’obbedienza”.
Per quanto riguarda invece i contenuti, “la predicazione di Gesù e, in seguito, quella degli Apostoli, contiene anche tutti i doveri morali che scaturiscono dal Vangelo, a partire dai dieci comandamenti fino al comandamento ‘nuovo’ dell’amore”.
“Ma se non si vuole ricadere nell’errore denunciato dall’apostolo Paolo di mettere la legge prima della grazia e le opere prima della fede – ha sottolineato -, è necessario ripartire sempre di nuovo dall’annuncio di ciò che Cristo ha fatto per noi”. Per questo, ha aggiunto, “nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium ho insistito tanto sulla prima delle due cose, cioè sul kerygma, o ‘proclamazione’, da cui dipende ogni applicazione morale”.
La lettura in cinese
”Oggi, con grande piacere, diamo avvio alla lettura della sintesi della catechesi in lingua cinese”. Lo annuncia il Papa all’udienza generale. ”Desidero, perciò, rivolgere il mio cordiale saluto ai cinesi qui presenti e a quelli collegati tramite i mezzi di comunicazione. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace. Dio vi benedica”, osserva Bergoglio che aveva anticipato l’importante novità mercoledì scorso.
La preghiera per la pace
“Per favore, continuiamo a pregare per la pace”, ha detto ancora il Pontefice al termine dell’udienza generale “La guerra è una sconfitta umana – ha proseguito -. La guerra non risolve i problemi. La guerra è cattiva. La guerra distrugge”. “Preghiamo per i paesi in guerra – ha detto -. Non dimentichiamo la martoriata Ucraina, non dimentichiamo la Palestina, Israele, il Myanmar”. “Tanti bambini morti! Tanti innocenti morti! Preghiamo perché il Signore ci faccia arrivare alla pace. Preghiamo sempre per la pace”. “Domenica prossima in Polonia si celebrerà la XXV Giornata della preghiera e dell’aiuto materiale per la Chiesa dell’Est”, ha ricordato il Papa salutando i fedeli polacchi. “Ringrazio tutti coloro che sostengono con la preghiera e le offerte la Chiesa in quei territori, specialmente in Ucraina, martoriata dalla guerra”, ha concluso il santo Padre.
Foto: Vatican Media






