I cristiani anche oggi affrontano “ostilità e persecuzioni”, come accadeva nei primi tempi, e “la tentazione di scoraggiarsi e di lasciarsi vincere dalla stanchezza o dalla paura” resta “grande”. Lo ha detto il Papa all’Angelus sottolineando che “adesso come allora, è impegnativo rimanere fedeli agli insegnamenti di Gesù e annunciare la sua Parola: rispondere all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza. Per questo è necessario che affondiamo le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con Lui. Questo ci dà la forza di non arrenderci e di continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d’amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno!”.
“Nessuno può voltarsi dall’altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza.
Esorto inoltre tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità e guardare al futuro con speranza”. Lo ha detto il Papa all’Angelus ricordando che ieri è stata celebrata la Giornata del Rifugiato nella ricorrenza del 75° anniversario della Convenzione sullo Stato dei Rifugiati, “nata per proteggere quanti sono perseguitati e costretti a lasciare la propria terra, la casa e la famiglia”. Il Papa ha auspicato che questo spirito continui a “illuminare le coscienze dei responsabili delle Nazioni”.
“Non bisogna pensare che “contemplare” sia un’esperienza esclusiva, riservata ad alcuni santi o ai monaci e agli eremiti”. Così Papa Leone XIV commenta le letture della liturgia di oggi, prima della recita della preghiera dell’Angelus, e l’invito di Gesù alla missione. Perché la forza dell’apostolato “al di là di tecniche e strumenti, si fonda sull’opera dello Spirito Santo in noi e sull’autenticità della nostra risposta”.
E allora tutti possiamo e dobbiamo sforzarci di “custodire, tra gli impegni delle nostre giornate, momenti di quiete in cui metterci in silenzio davanti a Dio, per ascoltare la sua voce, affidargli le nostre gioie e le nostre preoccupazioni, rivedere con Lui la nostra vita. Questo ci rende sempre più persone dalla fede solida e consapevole, e di conseguenza apostoli credibili e liberi, uomini e donne capaci di riflettere la luce del Vangelo in ogni ambiente e in ogni situazione della vita, e di testimoniarlo anche là dove il suo valore non è compreso o accettato”.
Senza lasciarci vincere dalla paura o dallo sconforto. E oggi, come allora “è impegnativo rimanere fedeli agli insegnamenti di Gesù e annunciare la sua Parola: rispondere all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza. Per questo è necessario che affondiamo le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con Lui” e solo così abbiamo la “forza di non arrenderci e di continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d’amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno!”.






