Papa Leone XIV ha recitato la preghiera dell’Angelus a Castel Gandolfo in piazza della Libertà. Bagno di folla tra i fedeli. Alla fine della messa nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova, il papa si è spostato a piedi in piazza della Libertà per la recita dell’Angelus, accolto dai tanti fedeli in attesa da stamattina, anche sotto la pioggia, per incontrarlo e ascoltarlo. Alcuni gli hanno consegnato dei doni, tra cui un pallone dall’oratorio Don Bosco e un cappello da baseball con la scritta ‘Leone XIV in illio uno unum’ (il motto scelto dal Papa per il suo pontificato).
“Abbiamo un desiderio costante nella nostra vita: il desiderio di salvezza, cioè di un’esistenza libera dal fallimento, dal male e dalla morte, ha detto il Papa. “Ciò che il cuore dell’uomo spera viene descritto come un bene da ereditare: non si tratta di conquistarlo con la forza, né di implorarlo come servi, né di ottenerlo per contratto. La vita eterna, che Dio solo può dare, viene trasmessa in eredità all’uomo come dal padre al figlio”.
Pertanto – ha continuato Leone – “per ricevere il dono di Dio bisogna accogliere la sua volontà”, amando Dio e i fratelli: “così facendo, corrispondiamo all’amore del Padre: la volontà di Dio è quella legge di vita che Dio per primo pratica verso di noi, amandoci con tutto sé stesso nel Figlio Gesù. Gesù è la rivelazione del vero amore verso Dio e verso l’uomo: amore che si dona e non possiede, amore che perdona e non pretende, amore che soccorre e non abbandona mai. In Cristo, Dio si è fatto prossimo di ogni uomo e di ogni donna: perciò ciascuno di noi può e deve diventare prossimo di chi incontra lungo il cammino”.
Guardando a Gesù – ha detto ancora il Papa – “anche noi siamo chiamati a portare consolazione e speranza, specialmente a chi è scoraggiato e deluso. Per vivere in eterno non occorre ingannare la morte, ma servire la vita, cioè prendersi cura dell’esistenza degli altri nel tempo che condividiamo. Questa è la legge suprema, che viene prima di ogni regola sociale e le dà senso”.
Dopo aver recitato la preghiera dell’Angelus, il Papa ha ricordato la beatificazione avvenuta ieri a Barcellona di Lycarion May “ucciso nel 1909in odio alla fede in circostanze ostili egli visse con dedizione e coraggio la missione educativa e pastorale. La testimonianza eroica di questo martire sia di stimolo per tutti in particolare a quanti operano per l’educazione dei giovani”.
Poi l’invito a pregare per la pace. “Non dimentichiamoci di pregare per la pace e per tutti coloro che a causa della violenza e della guerra si trovano in uno stato di sofferenza e di bisogno”, ha concluso Leone XIV. Infine ha salutato gli abitanti di Castel Gandolfo: “sono contento di trovarmi qui in mezzo a voi e ringrazio tutti voi per la calorosa accoglienza”.
Foto: Vatican Media






