Papa Leone XIV è giunto nel pomeriggio a Bata, città costiera della Guinea Equatoriale, dopo aver celebrato stamane la Messa a Mongomo.
Prima di recarsi alla prigione locale, tra le carceri più dure del Paese africano e nota per le condizioni di prigionia critiche, il Papa ha raggiunto la Cattedrale di San Giacomo e di Nostra Signora del Pilar per una breve sosta per un momento di preghiera e di adorazione del Santissimo Sacramento.
La Cattedrale, in stile neocoloniale gotico, è stata eretta tra il 1951 ed il 1954 e successivamente è stata inclusa nell’elenco dei monumenti del patrimonio nazionale della Guinea Equatoriale.
Al suo arrivo presso la prigione di Bata, Leone XIV è stato accolto dal Ministro della Giustizia, Reginaldo Biyogo Mba Ndong Anguesomo, dal Direttore del carcere, dal Cappellano Padre Pergentino Esono Mba, 58 anni: da ben 24 lavora nel penitenziario di Bata.
“Desideriamo ringraziarla per la sua visita e il suo sostegno. La sua presenza – ha detto uno degli oltre 600 reclusi – ci ricorda l’importanza della fede e della redenzione. Chiediamo la sua benedizione per andare avanti e uscirne come persone migliori. Le siamo grati per la sua compassione e per il suo messaggio di speranza”.
“Grazie Santo Padre – ha detto invece il Cappellano – per il suo messaggio di misericordia e di perdono. Il suo esempio c’ispira a credere nella possibilità del cambiamento e a confidare che, persino nell’oscurità, Dio apre sempre una porta di luce e di speranza”.
“Grazie per la chiarezza e per averci mostrato che, anche nelle difficoltà, la dignità umana e la speranza non vanno mai perdute. Oggi sono qui – ha esordito Papa Leone – per dirvi qualcosa di molto semplice: nessuno è escluso dall’amore di Dio! Ognuno di noi, con la propria storia, i propri errori e le proprie sofferenze, continua a essere prezioso agli occhi del Signore”.
“Una vera giustizia – ha ammonito – cerca non tanto di punire, ma soprattutto di aiutare a ricostruire la vita sia delle vittime, sia dei colpevoli, sia delle comunità ferite dal male.”.
Speranza e cambiamento sono le due parole chiave del discorso del Papa: “Se anche qualcuno temesse di essere stato abbandonato da tutti, Dio non vi abbandonerà mai e la Chiesa sarà al vostro fianco. Ogni sforzo di riconciliazione, ogni gesto di bontà, può diventare una fiammella di speranza per gli altri. Dio non si stanca mai di perdonare”.
Lasciato il carcere, il Papa – sotto un vero e proprio diluvio – ha fatto una sosta per un breve momento di preghiera presso il Monumento commemorativo delle vittime dell’esplosione del 7 marzo 2021.
Quel giorno una serie di quattro esplosioni si è verificata in una caserma militare nel quartiere di Nkoantoma, un distretto di Bata. Almeno 107 persone sono morte e oltre 600 sono rimaste ferite; ingenti i danni infrastrutturali in tutta la città.






